6 Febbraio 2026
Il 2026 difficilmente sarà l’anno in cui tutte le aree dismesse di Seregno cambieranno volto “da un giorno all’altro”. Sarebbe poco realistico pensarlo. Ma può essere l'anno in cui capiamo quali trasformazioni entrano in una fase concreta.
Il 2026 potrebbe essere l’anno in cui si capisce meglio quali trasformazioni entrano davvero in una fase concreta e quali, invece, restano ancora nel campo delle intenzioni. E questo, per chi vive la città — o sta pensando di trasferirsi qui — è già un segnale importante.
C’è una cosa che diciamo spesso a chi ci chiede “ma Seregno sta cambiando davvero?” Sì, ma non allo stesso ritmo. Il 2026, probabilmente, non sarà l’anno delle trasformazioni “tutto e subito”. Però può essere l’anno in cui si capisce bene quali aree hanno imboccato una traiettoria concreta e quali, invece, sono ancora in una fase più interlocutoria.
E qui entrano in gioco le tre zone di cui si parla di più quando si ragiona di rigenerazione: ex Parà, ex Carburatori Dell’Orto e ex tessitura di Santa Valeria.
Se dovessimo indicare l’area che oggi ha il percorso più chiaro, è l’ex Parà, un edificio industriale di grandi dimensioni. Il motivo non è “perché domani partono i cantieri”, ma perché in Consiglio comunale è stato adottato un Piano integrato di intervento: è quel tipo di passaggio che, nel linguaggio urbanistico, fa diventare il progetto più leggibile e meno “ipotetico”.

La stampa locale, parlando di quest’area (tra via Montello e via Monte Santo), ha spiegato proprio questo: dopo un lungo abbandono, l’adozione del piano è un avanzamento concreto. In mezzo ci sono anche opere “di contesto” (marciapiedi, parcheggi e aree verdi) che, di solito, cambiano davvero la vivibilità quotidiana del quartiere.
Micro-aneddoto da agenzia (succede spesso): quando accompagniamo qualcuno a vedere casa in zona, capita la domanda mentre si passa lì vicino: “Ma quell’area lì, quindi, che fine fa?”. Ecco: da fine 2025 la risposta non è più “si vedrà”, ma “c’è un iter adottato e adesso ci sono i passaggi successivi previsti”. Anche la stampa locale ha ricordato che, dopo l’adozione, il Piano va pubblicato e poi si entra nelle fasi successive del procedimento.
Qui la parola giusta è: monitorare. Sull’area ex Carburatori Dell’Orto (zona centrale, con ipotesi che toccano anche via San Rocco) la stampa ha raccontato l’esistenza di una proposta strutturata: si parla di un intervento in prevalenza residenziale con spazi anche per terziario/servizi e con una parte destinata a funzioni pubbliche ipotizzate (ad esempio un asilo nido), oltre a parcheggi e una quota di aree da restituire a verde.

Ma, allo stesso tempo, gli articoli sottolineano che prima di vedere effetti concreti servono passaggi istituzionali: discussioni, eventuali scelte in variante al Pgt, definizioni finali.
Questa è una distinzione importante anche per chi compra casa: non tutte le“aree in trasformazione” hanno lo stesso grado di certezza temporale. Qui non siamo fermi, però siamo ancora in una fase in cui ha senso seguire:
Santa Valeria, lo sappiamo, è uno di quei quartieri che “si regge” anche senza bisogno di annunci: ha identità, vita di quartiere e una solidità percepita che spesso pesa nelle scelte abitative.
Sull’area ex tessitura che viene citata come potenziale ambito di rigenerazione, la differenza — rispetto a ex Parà ed ex Dell’Orto — è che non emerge (almeno nelle fonti pubbliche e nella stampa che abbiamo trovato) un atto recente equivalente all’adozione di un Piano di intervento o a un iter già calendarizzato. In altre parole: è un tema da tenere nel radar, ma con un orizzonte più “di medio periodo”.

Qui entra in gioco un fattore di contesto che nel 2026 può diventare importante: il Comune ha attivato un percorso legato alla variante generale del Pgt (il piano urbanistico comunale), che è spesso il contenitore dove certe aree tornano a essere discusse in modo organico; fonte: Sintel Regione Lombardia.
Santa Valeria è forte già adesso; se e quando questa rigenerazione prenderà forma, sarà verosimilmente dentro una visione più ampia di città.
Quando facciamo vedere case a famiglie che vogliono Santa Valeria, spesso la frase è “qui ci vediamo crescere i bambini”. E questa solidità — nel breve — pesa quanto (se non più di) un annuncio di rigenerazione: perché tiene bene la domanda anche mentre la città pianifica i prossimi passi.
Nel 2026, più che aspettarsi inaugurazioni e gru ovunque, ha senso osservare la direzione:
E questa lettura, per chi sta scegliendo dove vivere, è già un pezzo di “qualità della città”: una città attrattiva non è quella che cambia di colpo, ma quella che sa dove sta andando.
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